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mercoledì 2 luglio 2014

Libri per bambini e stereotipi di genere / 2

Visto l'interesse suscitato dal primo post sull'argomento, torno sul tema libri per bambini e stereotipi di genere, che mi sta molto a cuore (sarà per i due cuccioli a cui sono capitata per madre), segnalando questo nuovo post di Caterina Lazzari.

Di mio aggiungo che, purtroppo, gli stereotipi di genere (che sono quelli più duri a morire) si annidano anche in libri potenzialmente molto interessanti. Prendiamo per esempio "Il tostamostri" (di Sophie Benini Pietromarchi, edizioni Sinnos), un libro che affronta in maniera divertente una questione con cui tutti i genitori hanno a che fare quasi quotidianamente: che fare quando tuo figlio chiede insistentemente "mi compri questo o quello?".  Le illustrazioni sono molto particolari, con un felice mix di disegni e collage che rende il libro molto originale, e sempre efficace è l'utilizzo di una famiglia di animali - in questo case delle rane - come protagonisti della storia. La rappresentazione dei ruoli genitoriali, però, non poteva essere più stereotipata di così: è la mamma quella che si ritrova ad accogliere continuamente la domanda "mi compri il tostamostri?", è alla mamma che tocca sempre dire di no. Una mamma sempre a disposizione dei figli, impegnata esclusivamente in attività di cura della famiglia: dà da mangiare alla sorellina, va al supermercato a fare la spesa, prepara la cena, accompagna il figlio dall'amichetto e "ciaccola" con l'altra mamma, rimbocca le coperte e dà il bacio della buona notte. E il papà? È chiuso nel suo studio, a leggere. Il figlio lo "disturba" una sola volta per chiedergli del tostamostri e lui non si sforza neanche di direi di no, limitandosi a mugugnare "mmm… sto leggendo".

Un vero peccato, vista la cura per le immagini e l'attenzione all'immaginario e alla creatività dei bambini che il libro, per altri versi, dimostra.

mercoledì 11 giugno 2014

Libri per bambini e stereotipi di genere

Da tempo volevo occuparmi in questo blog della costruzione dell'immaginario dei bambini in riferimento agli stereotipi di genere. Come, cioè, i bambini passano dalla constatazione esperienziale dei due generi al loro 'ingabbiamento' in ruoli, compiti, aspettative che con la differenza di genere hanno ben poco a che fare. Il passaggio non è affatto naturale, anzi è proprio in quello snodo essenziale che si colloca il fondamentale ruolo 'culturale' di tutte le agenzie educative che hanno a che fare con i bambini, famiglia e scuola innanzitutto. Me ne sono già occupata in parte qui.

Oggi l'occasione mi viene da questo post di Liberelettere, un bellissimo blog dedicato ai libri per bambini, in cui Caterina Lazzari fa una distinzione che mi fa riflettere: “Ci sono libri per bambini privi di stereotipi e libri invece attivi contro gli stereotipi. (…) Titoli attivi nei confronti degli stereotipi sono quelli che si prefiggono di smontarli, sovvertirli, proporre modelli plurali ed alternativi, e promuovere la bellezza di essere se stessi”. Ecco, mi chiedo: non è che i libri “attivi” contro gli stereotipi rischiano di produrre effetti paradossalmente contrari agli intenti?

martedì 3 giugno 2014

Mina Welby: “Sull’eutanasia basta con l’ipocrisia: tutti hanno diritto a una morte dignitosa”

Pubblico anche qui una mia intervista a Mina Welby, in vista del convegno "Eutanasia, una scelta di libertà" organizzato da MicroMega per il prossimo 5 giugno a Firenze.

“Oggi in Italia chi ha i soldi può pagare un medico che gli pratichi l’eutanasia o può andare in Svizzera. E negli hospice ogni giorno vengono somministrate ai malati terminali con sofferenze inimmaginabili dosi di morfina tali da indurre la morte. Noi vogliamo dire basta a questa ipocrisia!”
Mina Welby, co-Presidente dell’Associazione Coscioni, continua la lotta che aveva iniziato il marito Piergiorgio: nel 2006 Welby, affetto da distrofia muscolare, è stato staccato dal respiratore che lo teneva in vita e contemporaneamente sedato, in attesa che giungesse la morte. Da allora Mina lotta affinché una morte dignitosa sia garantita a tutti. Per questo ha depositato alla Camera una proposta di legge di iniziativa popolare per legalizzare l’eutanasia.
La proposta di legge era stata presentata già lo scorso settembre, oggi lanciate una petizione online: perché?
Quando arriveremo a 200mila firme, porteremo la petizione ai presidenti di Camera e Senato, Boldrini e Grasso, per chiedere di calendarizzare la discussione sulla proposta di legge e aprire finalmente un dibattito pubblico ampio e sereno sul tema.
Pensa che oggi ci siano le condizioni?

venerdì 14 febbraio 2014

L'unica chance di Renzi


Qualche osservazione tecnica, da non renziana.


Il quasi-ex-sindaco di Firenze/segretario-del-Pd/quasi-premier ha una sola possibilità per non giocarsi questa occasione: ignorare completamente e in blocco le richieste dei partiti – tutti, iniziando dal Pd – per la composizione del governo, scegliersi una squadra interamente di fiducia (e, dunque, in qualche misura di “fedeli”) e proporsi al parlamento con un secco aut aut: se trova una maggioranza, bene, avrà la possibilità di misurarsi sui fatti. Se non la trova potrà addossare la colpa alle vecchie logiche dei partiti e si andrà alle urne (potendo dire, riecheggiando un certo B, “non mi fanno lavorare!”). Se nel governo Renzi ci sarà posto per un Alfano, un Lupi, ma anche un Letta o un Cuperlo, la sfida è già persa in partenza.